In fiera non basta “stampare bene”
“Abbiamo contribuito a diversi lavori, suddivisi anche per tipologia”, racconta Massimo. Alcuni passavano da produzioni Fine Art per gallerie presenti in fiera, altri richiedevano un lavoro più esteso, fino all’installazione.
Quello che cambia, in un contesto come MIA, è che ogni scelta diventa visibile: non solo il risultato, ma anche la sua tenuta nello spazio.
Philip Toledano: Fine Art, materia e montaggio
Tra i lavori seguiti da Fotorent, una parte importante è legata all’installazione di Phillip Toledano: abbiamo infatti realizzato una serie di stampe dedicate a un progetto dell’artista legato all’intelligenza artificiale.
La produzione è passata da una scelta precisa di carta e da un passaggio tecnico determinante per la presenza dell’opera: stampe su carta Fine Art, nello specifico Platine Fibre Rag di Canson, poi montate su Dibond.
Obiettivo: mantenere la coerenza tra immagine, supporto e destinazione. La stampa deve infatti mantenere equilibrio e leggibilità anche quando cambia la distanza di visione.
Andrea Crespi: quando la resa è anche percezione
Sempre in ambito Fine Art, abbiamo avuto il piacere di lavorare ancora una volta con Andrea Crespi, artista che seguiamo da molto tempo.
In questo specifico caso la stampa è entrata in un territorio particolare, dove l’effetto visivo è parte dell’opera stessa: “nel lavoro di Andrea, le righe che creano un effetto visivo complesso da percepire. Una fusione tra immagine, che gioca con illusioni ottiche e percezione visiva.
È un tipo di lavoro che non si esaurisce in fotografia “riprodotta”: si valorizza soprattutto vedendolo dal vivo. Di conseguenza la produzione deve preservare il comportamento dell’immagine, non solo la sua fedeltà.
Albert Watson: continuità, standard, responsabilità
Tra le gallerie seguite, vi è la Galleria Paola Colombari, che ha presentato due opere di Albert Watson, da noi stampate ed esposte anche al Palazzo delle Esposizioni di Roma,in occasione della mostra Roma Codex. In questi casi il lavoro di stampa è anche una questione di continuità e rispetto di un livello già misurato in un’esposizione istituzionale.
Uli Weber: tre immagini, un segno preciso
Tra i lavori seguiti in ambito Fine Art a MIA Photo Fair 2026, rientrano anche le opere di Uli Weber: un nucleo di tre immagini costruite su una visione chiara e su un controllo rigoroso dell’immagine.
Qui il corpo di donna non è “soggetto” in senso tradizionale. Diventa forma, luce e struttura. E proprio per questo la stampa deve restare fedele all’intenzione: non aggiungere, non spingere, non interpretare.
È una collaborazione continua nella stampa Fine Art, dove ogni progetto richiede coerenza, profondità e rispetto del file originale. Su carta, luce e dettaglio devono trovare equilibrio: le superfici restituiscono tono, contrasto e matericità, senza perdere precisione.
Il risultato è una stampa pensata per durare e valorizzare ogni scelta fotografica, soprattutto quando l’immagine lavora su sottili variazioni e su un segno netto.
D – la Repubblica: quando la stampa diventa installazione
Un capitolo a parte riguarda l’installazione al primo piano dedicata a D – la Repubblica. Un intervento importante perché non si è trattato solo di produrre, ma di portare a termine un lavoro site specific per il quale abbiamo realizzato una serie di stampe dirette su Forex da 5 mm e seguito tutta la fase di stampa, oltre che di installazione.
L’allestimento si è sviluppato su una parete molto lunga, con immagini di vari formati che si incastravano tra loro. Qui la qualità non è solo nella singola immagine: sta nella composizione, negli allineamenti, nella distanza tra gli elementi, nelle finiture.
“Abbiamo seguito con precisione le richieste del cliente, sia dal punto di vista delle finiture sia per quanto riguarda gli spazi tra un’immagine e l’altra.”
Cornici e finiture: completare il ciclo
Per alcune produzioni Fine Art, il lavoro ha incluso anche la parte di finitura: in alcuni casi con il supporto del corniciaio Studio Rufus, che ha collaborato alla realizzazione delle cornici richieste.
In questo modo abbiamo potuto completare un ciclo di servizio completo: dalla stampa alla finitura, fino all’allestimento.
«Riuscire a coordinare con successo tutte le fasi, dalla gestione delle grafiche alla produzione, fino all’allestimento finale, è il vero valore aggiunto che trasforma la stampa in un progetto di successo».
Massimo Pelliciari, Responsabile Fine Art Fotorent