Jacopo Di Cera

Jacopo Di Cera - White Entropy

Per la mostra personale White Entropy di Jacopo Di Cera al PhotoSquare dell’aeroporto di Milano Malpensa, Fotorent ha curato la produzione delle stampe Fine Art e la realizzazione dell’installazione site specific dedicata al ghiacciaio del Monte Bianco.
Un progetto nato dal confronto continuo con l’artista e con il curatore Massimo Ciampa, per trasformare una ricerca sul paesaggio alpino in un’esperienza immersiva che mette in relazione arte, fotografia e responsabilità ambientale.

L’incontro con l’artista

Il lavoro di Jacopo Di Cera nasce da uno sguardo zenitale: la montagna è osservata dall’alto, come una superficie che registra ogni passaggio umano. Prima i pendii intatti, poi le prime tracce di presenza, infine l’affollamento, l’erosione, il limite. Fin dalle prime fasi di progetto, Fotorent è stata coinvolta per tradurre questa visione in immagini stampate: definizione dei formati, scelta dei supporti, studio dei bianchi e dei micro-contrasti del manto nevoso, fino alla progettazione dell’opera calpestabile. L’obiettivo condiviso era chiaro: permettere alle stampe di restituire sia la purezza della neve sia le “ferite” lasciate dall’uomo, senza perdere profondità.

La realizzazione tecnica

Le opere sono state realizzate come stampe Fine Art su carta baritata, con montaggio su Dibond e Plexiglass 5 mm. Una soluzione che garantisce planarità, brillantezza controllata e una forte presenza materica in spazio, ideale per i grandi formati richiesti dalla mostra. Il lavoro di post produzione, svolto insieme all’artista, ha riguardato in particolare la gestione del bianco e delle alte luci, la resa delle tracce sulla neve e l’equilibrio cromatico in relazione alle condizioni di illuminazione del PhotoSquare, uno spazio aperto e attraversato da flussi continui di pubblico. Cuore del progetto è l’installazione del ghiacciaio del Monte Bianco: una grande immagine a parete accompagnata da una stampa a pavimento calpestabile. Per questo intervento Fotorent ha sviluppato una soluzione ad hoc: stampa ad alta risoluzione su materiale resistente all’usura, antiscivolo e adatto a un utilizzo prolungato in uno spazio aeroportuale, con una posa modulare che consente un degrado progressivo visibile nel tempo, parte integrante del racconto artistico.

Il risultato finale

White Entropy accoglie i passeggeri di Malpensa in un percorso composto da 23 opere fotografiche in grande formato, dedicate all’arco alpino dal Monte Bianco alla Val di Fassa, dall’Alpe di Siusi alle Dolomiti. Le immagini, viste dall’alto, trasformano piste da sci, impianti e affollamenti stagionali in trame astratte, segni e cicatrici nel bianco della neve. L’installazione a pavimento obbliga il visitatore a “camminare sul ghiacciaio”: a ogni passo la superficie si consuma, esattamente come i ghiacciai reali arretrano sotto la pressione del tempo e delle attività umane. L’allestimento, pensato per durare l’intero periodo espositivo, rende tangibile questa erosione lenta e inesorabile. Per Fotorent, il progetto ha rappresentato l’opportunità di portare la stampa Fine Art e l’allestimento in un contesto ad alto traffico come un aeroporto internazionale, mantenendo standard museali di qualità e coerenza cromatica, e di farlo al fianco di un artista che utilizza la fotografia come strumento di consapevolezza ambientale.

Dati tecnici

Numero stampe: 23 opere fotografiche + 1 installazione site specific a pavimento
Tecnica: stampa Fine Art inkjet
Supporto: carta baritata, montaggio su Dibond e Plexiglass 5 mm
Location: PhotoSquare, Aeroporto di Milano Malpensa – Terminal 1
Periodo: 4 dicembre 2025 – 31 marzo 2026
Iniziativa: Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026

«La montagna non è solo una vetta da raggiungere, ma un’entità che ci osserva e registra ogni nostra impronta. Con White Entropy ho voluto che questa consapevolezza passasse anche attraverso il gesto di camminare sulle immagini stesse.»

Chi è Jacopo Di Cera

Jacopo Di Cera (Milano, 1981) arriva alla fotografia dopo una lunga esperienza nella comunicazione e nel marketing. Nel 2010 è tra i vincitori del concorso del National Geographic e avvia un percorso di ricerca che unisce immagine e materia, fino alla definizione del “Fotomaterismo” con il progetto Fino alla Fine del Mare, dedicato alle barche dei migranti di Lampedusa. Le sue opere sono state esposte in contesti italiani e internazionali, tra cui PAN Napoli, Paris Photo, MIA Fair, Les Rencontres d’Arles e la Biennale di Venezia. Con White Entropy, Di Cera prosegue la sua indagine sul rapporto tra uomo e paesaggio, utilizzando la fotografia zenitale come linguaggio per raccontare la fragilità dei luoghi e l’impatto delle nostre azioni.

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